sabato 30 giugno 2018

Pialla per tenoni

Le pialle manuali sono protagoniste in ogni lavoro che realizzo, pochi per la verità, ma pienamente soddisfacenti la mia passione per la falegnameria tradizionale. E' stato il caso di un tavolino/comodino realizzato di recente e di cui ne ho illustrato la costruzione dettagliata in un articolo pubblicato sul numero 104 della rivista Legnolab.



Oltre alla preparazione di tutti i pezzi con le mie fidate pialle da banco in legno, mi sono trovato ad affrontare alcune lavorazioni canoniche, come la realizzazione dei tenoni, eseguita sfruttando la precisione e l'efficienza di una pialla ben settata. 


Lo schema classico di costruzione di un tavolo prevede l'assemblaggio tra gambe e elementi del telaio mediante incastri a tenone e mortasa. Solitamente i tenoni sono piuttosto larghi, non proprio semplici da realizzare con una sega manuale. Le dimensioni uniformi in lunghezza e spessore di tali tenoni mi hanno indotto ad adottare una strategia alternativa al taglio con la sega manuale. Ho utilizzato una pialla per battute, equipaggiata per il taglio traverso vena (una moving fillister di mia realizzazione). 
Per avere successo occorre che i pezzi siano squadrati e dello stesso spessore. 


Una volta allineati, si procede al taglio in serie, prima da un lato, poi dall'altro. Lo stop di profondità della pialla garantisce un taglio uniforme da entrambi i lati, le spalle risultano squadrate e pulite, grazie al lavoro del coltello incisore e, cosa pure rilevante, il processo risulta molto più veloce rispetto all'utilizzo della sega per preparare ogni singolo pezzo.




lunedì 16 ottobre 2017

Moving Fillister Plane: La mia interptetazione

Ispirato dall'esemplare originale in mio possesso (foto sopra), ho realizzato questa pialla per battute a guida regolabile e capace di lavorare sia lungovena che traverso vena. Grazie alla lama angolata di 20° rispetto alla suola il taglio risulta facilitato mentre l'incisore, situato davanti al tagliente, ha lo scopo di pre-incidere le fibre ed ottenere un risultato netto e pulito anche nel lavoro traverso vena. 


Ho utilizzato per il corpo pialla e il cuneo del legno di noce, mentre la suola, la guida parallela, il bottone e lo stop di profondità son realizzati in legno di carpino, particolarmente resistente all'usura e che crea un piacevole effetto cromatico accoppiato ad un legno più scuro come il noce. Un pezzo di carpino è stato inglobato anche nella parte superiore del corpo.


La guida parallela scorre sulla suola grazie alla presenza di due fori asolati ed è tenuta ferma in posizione da due perni M6 che si avvitano in due corrispondenti bussole inserite nella suola. 

venerdì 21 aprile 2017

Seminario: Incorsatoi e pialle combinate




 Il seminario si svolge nell'ambito della manifestazione "Due Giorni per le Mani", organizzata dalla scuola del legno "La Malaspina" di Viterbo e dalla redazione della rivista Legnolab che si terrà Sabato 20 e Domenica 21 Maggio 2017.  


Un incontro tra fabbricanti, importatori e appassionati provenienti da tutta Italia, incentrato sulle lavorazioni tradizionali. Sarà possibile testare pialle, sgorbie, seghe e raspe e numerosi altri utensili ed assistere a dimostrazioni sotto la guida di maestri ed esperti. Un'occasione irripetibile per incontrare la redazione di Legnolab al completo e per chiedere consigli e scambiare esperienze con altri amanti degli utensili manuali. Informazioni: info@legnolab.it
  info@scuoladellegno.it

venerdì 24 febbraio 2017

Sbozzino II





Ecco un altro sbozzino appena terminato, corpo in faggio, suola in ulivo selvatico (purtroppo questo legno mi sta finendo...vorrà dire che ne chiederò ancora al mio amico Michele che vive in Puglia).
Questa volta ho provato ad aggiungere una modanatura sui fianchi e devo dire che ne sono soddisfatto. L'ho realizzata con una Stanley 50 e la lama da beading più stretta. 


Il manico anteriore è incastrato nel corpo con un incastro a coda di rondine scorrevole e con un tenone cilindrico nella parte inferiore. 


Un incastro con teneone è mortasa l'ho anche utilizzato per fissare la maniglia posteriore dietro la lama. In ambedue i casi ho rafforzato con spine a sfori sfalsati.

La tecnica costruttiva è quella del taglio e ricomposizione in modo da poter ricavare la buca e scavare facilmente nei fianchi l'alloggiamento per il ferro e il cuneo. 






Non manca anche un buchetto di tarlo (morto!) sul fronte suola a dare un tocco vintage! Evidentemente l'ulivo selvatico è particolarmente apprezzato dai nostri piccoli amici.


lunedì 30 gennaio 2017

Tenone e mortasa con spine a fori sfalsati.


E' una unione tanto semplice da realizzare, quanto resistente alla trazione, e permette di poter giuntare due pezzi anche senza utilizzare la colla. Il segreto sta nel forare le pareti  della mortasa e il tenone con dei fori leggermente sfalsati. Quando il cavicchio viene inserito, tenderà a forzare il tenone nella mortasa e a mantenerlo saldamente al suo posto.

Ho  utilizzato questa tecnica per inserire il manico di una pialla Jack nella sua cavità. Normalmente sono solito incollarlo e assicurarlo con una vite inserita nel piede, ma la soluzione con le spine a fori sfalsati mi è sembrata una valida alternativa e ho voluto provarla per la prima volta, confortato dal fatto che anticamente era una delle soluzioni utilizzate.



 Per poter eseguire l'incastro ho dovuto orientare la venatura del manico in senso perpendicolare e ciò ha richiesto di dover contenere al minimo le sporgenze laterali (ad esempio il pennacchio), esposte a facile frattura. Nel caso della venatura orientata orizzontalmente, le spine potrebbero facilmente fare leva e spaccare il manico in prossimità dei fori.





Per prima cosa ho forato le pareti della mortasa con un paio di fori. In questo caso ho utilizzato delle spine da 6 mm per un tenone spesso circa 25 mm e lungo 30 mm. 

Una volta eseguiti i fori, ho inserito saldamente il tenone al suo posto, avendo cura di spingerlo bene a fondo. Con la stessa punta usata per la prima foratura ho marcato le posizioni dei corrispondenti fori. Ho estratto il tenone e rimarcato i fori da effettuare sul tenone in una posizione appena più arretrata. 


Basta circa 1mm per ottenere il risultato desiderato; al contrario, lasciare più spazio impedisce alla spina di poter essere inserita. Per favorire l'inserimento, le punte delle spine sono state arrotondate e lubrificate con della cera.  



  

















Come potete notare, il manico in questione è disallineato rispetto al centro del corpo pialla, una soluzione antica, oggi in disuso, che dovrebbe garantire una maggiore ergonomicità alla pialla, sebbene gli effettivi benefici non siano del tutto chiariti. Solitamente è spostato a destra, in questo caso a sinistra, per utilizzatori mancini (come il sottoscritto).

 




 







Ciao
Giuliano