lunedì 6 settembre 2010

Stanley 78 vs Record 778. Le nostre impressioni.

Approfittando di una visita all’amico Michele, possessore di una Record 778, ci siamo divertiti a confrontarla con la mia Stanley 78 per verificarne eventuali differenze tecniche e  di prestazioni.
Ambedue sono pialle adatte a tagliare battute fino a circa 3 cm di larghezza.
 Guardando i due attrezzi smontati, balza subito all’occhio la differenza tra le due guide parallele. Quella della Stanley (sinistra) è supportata da una sola barra circolare, al contrario della Record che prevede due barre circolari per sostenerla. 
Nelle due pialle e’ presente sul lato destro uno stop per regolare la profondità della battuta.
Un’altra differenza riguarda il sistema di regolazione della profondità di taglio che nella Record 778 è costituito da una comoda rotella che consente una 
regolazione fine e precisa, 
mentre nella Stanley il compito 

è 
deputato ad una leva dall’azione più grossolana e che in fase di utilizzo è facile spostare accidentalmente verso il basso durante l’azione di spinta, compromettendo la regolazione della lama. La lama poggia sulla seduta con un contatto nella parte superiore e su 
un’area rettificata subito sopra la bocca. Abbiamo misurato l’ampiezza di quest’area importante per la stabilità del tagliente e nella Stanley questa porzione è risultata circa doppia rispetto alla Record. Se analizziamo le due guide parallele più da vicino, notiamo che la guida Record possiede tre fori utili per l’aggiunta di una guida supplementare in legno, importante per aumentare la stabilità durante la piallatura.
Purtroppo ambedue le guide presentano un fuori squadro rispetto alla suola (maggiore nella Stanley) e che nella Record può essere corretto più facilmente
adattando oportunamente una guida ausiliaria in legno.
Ambedue le pialle possiedono inoltre uno sperone disattivabile subito davanti alla bocca che viene utilizzato durante i tagli traverso vena (che però non abbiamo provato). Abbiamo quindi affilato le lame con uno smusso principale di 25° e un microsmusso a 30° e provato le due sponderuole (questo il nome specifico) su un pezzo di abete ben spianato e con il bordo a squadro (nella foto Michele). Alla prova pratica sia io che Michele non abbiamo comunque riscontrato differenze di prestazioni molto evidenti (abbiamo anche provato a scambiare le due lame per mettere in luce eventuali differenze nella qualità dell’acciaio).
La Record 778 ci è parsa meglio curata nelle soluzioni tecniche, soprattutto per le due barre di sostegno della guida e la possibilità di aggiungerne una in legno duro più larga e il sistema di regolazione della profondità di taglio più preciso e facile da azionare. Di contro il suo prezzo nelle aste online supera sensibilmente quello di una Stanley 78.









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