sabato 17 dicembre 2011

Prove Tecniche di Planemaking

In verità questo progetto è cominciato per caso, invogliato da alcune realizzazioni che avevo visto in giro per la rete. Ho utillizzato quello che avevo in casa, compresi un ferro e controferro Hirsc che l'amico Ciro mi aveva regalato un paio di anni or sono. 


Il corpo pialla è in frassino, un legno che mi piace moltissimo, solido, compatto, abbastanza facile da lavorare. La suola e il cuneo sono in wengè. Il contrasto chiaro-scuro è molto bello.

Mi ha sempre attratto l'idea del bottone di legno per liberare il gruppo di taglio e settare la lama, così ne ho posizionato uno nel lato posteriore, sempre in wengè.
Non avendo un pezzo di frassino di adeguate dimensioni, ho provveduto ad incollare tre pezzi da ca. 3 cm di spessore uno sull'altro. 




Per scavare la cavità ho utilizzato delle punte Forstner fin dove possibile, continuando con un firmer chisel in stile giapponese da 25 mm. Per ottenere la seduta all'esatta angolazione (60°) ho utilizzato un blocchetto guida in faggio ancorato alla parte superiore del corpo pialla e ho rettificato con lo scalpello


Ho stampigliato sul retro la sigla S60. S sta per Smoother e 60 per l'angolo di seduta. Per ottenere le modanature sugli angoli ho utilizzato la levigatrice a nastro, tenendo per pochi secondi la pialla a contatto con l'abrasivo. Il bottone in wengè l'ho otenuto forando di testa al trapano a colonna con una sega a tazza, utilizzata senza la punta di invito.

Avere una doppia suola aiuta molto ad ottenere una bocca di larghezza minima. Il wengè è molto resistente all'usura, tuttavia ha una certa tendenza a scheggiare per cui bisogna fare molta attenzione durante le rifiniture della bocca.
La suola è stata livellata su carta abrasiva attaccata ad una suprficie piana (grana 120 e 180).

I trucioli sono il vero premio per l'impegno profuso.












Nessun commento:

Posta un commento