sabato 2 aprile 2011

Nuova vita per una centenaria





Varvill & Sons fu uno dei produttori Britannici di pialle in legno maggiormente attivi tra la fine dell'800 e i primi del '900.



Questo esemplare di pialla da finitura fu costruita con ogni probabilità nell'ultimo ventennio del XIX secolo. Presenta una suola metallica e un manico posteriore avvitato nella schiena dell'attrezzo. Difficile dire se le parti metalliche siano originali o autocostruite, anche se lerifiniture mi fanno propendere più per la seconda ipotesi. Le condizioni della pialla erano abbastanza buone, tali da permettere un agevole ripristino e messa in funzione. Il manico di faggio presentava una rottura nella parte superiore, verificatasi in corrispondenza di un nodo. Ho eliminato la parte rotta e l'ho sostituita con un nuovo pezzo dello stesso legno che ho poi provveduto a colorare per uniformarlo al faggio antico. La suola metallica si presentava leggermente imbarcata nel senso della lunghezza, probabilmente a causa del movimento del legno sottostante. Ho smontato la suola metallica e ho rettificato quella in legno con un'altra pialla. Dopo aver rimontato la suola metallica, ho rettificato su carta abrasiva attaccata ad una superficie piana. Un altro problema ha riguardato l'ampiezza della bocca. Quasi 2 mm, decisamente troppo per una pialla da finitura. Ho deciso dunque di riddurre l'apertura inserendo un paio di pezzi di piallaccio sulla seduta e così ho ottenuto una misura inferiore al mm. La seduta è a 45°. Ho affilato la lama con uno smusso secondario di 30°, profilo del tagliente diritto, smussato ai due spigoli.



La pialla funziona bene ma ho alcune perplessità generali riguardanti la scelta di modificarne la struttura.
La suola metallica non ha la stessa grande scorrevolezza di quella in legno ma costituisce indubbiamente un vantaggio per almeno due motivi:
1) Essa aggiunge massa alla pialla, utile per tagliare anche con pochissimo ferro.
2) La suola resiste all'usura e non ha in teoria bisogno di manutenzione.
 Il primo punto mi sembra inconfutabile. Sul secondo punto c'è da dire che la presenza della suola metallica da una parte impedisce i movimenti naturali del legno e può dar luogo facilmente a spaccature nel corpo pialla, dall'altra è abbastanza flessibile da non impedire eventuali imbarcamenti soprattutto nel senso della lunghezza.



Se si pialla il legno sottostante per ripristinare la planarità, come conseguenza la bocca lignea aumenta di ampiezza e alla fine l'apertura per il passaggio dei trucioli risulterà maggiore. Ma se anche questo non avviene, bisogna fare i conti con il profilo cuneiforme della lama, per cui a mano a mano che essa viene riaffilata, diminuisce di spessore e porta ancora come conseguenza ad una bocca più larga. In una pialla interamente in legno si ripara all'allargamento del passaggio per i trucioli inserendo una toppa per ripristinare l'esatta misura dell'apertura. Questo non è facilmete possibile con una suola metallica e bisogna riparare con spessori inseriti sulla seduta che però hanno l'inconveniente di alterare più o meno leggermente la perfetta tenuta del cuneo. Anche per il manico



ci sono pro e contro. Il vantaggio è quello di una presa comoda dell'attrezzo ma nello stesso tempo costituisce un ostacolo perchè impedisce di battere col mazzuolo sul retro della pialla, quando si deve smontare il gruppo di taglio. Si è portati perciò a picchiare sul manico e forse proprio questa fu la causa della sua rottura.

 



2 commenti:

  1. Ciao Giuliano, sono Joynter - Matteo da Il-legno.
    Interessantissima questo post, e per combinazione, domenica 3 aprile ho trovato a un mercato delle pulci una pialla molto simile a questa tua per età e stile.
    Postero' sul forum i miei tentativi di restauro che mi stanno prendendo un bel po' di tempo.

    Quanto alla tua considerazione che la suola di metallo sia un problema per i movimenti del legno, hai ragione da vendere: nella mia ho una bella fessura nella parte posteriore, che parte proprio dalla piastra. E' proprio vero, non esistono soluzioni ottimali in assoluto. Saluti.

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  2. Ciao Matteo,
    Grazie per le tue considerazioni! Riflettendo su quello che dici e pensando alle varie soluzioni ibride direi che le pialle più "indovinate" in tal senso siano le "transitional", cioè quelle con corpo in legno e sistema di regolazione simile alle pialle metalliche. Ne ho alcune che spero di restaurare al più presto.
    Ciao
    Giuliano

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