Questa fotografia fu scattata tra il 1932 e il 1934 e ritrae alcuni dei componenti della famiglia Macagno. La foto mi è stata gentilmente concessa da Giuseppe Macagno, il quale non ha seguito le orme del padre (al centro della foto), del nonno e dello zio ma ha conservato dentro di se una formidabile passione per la lavorazione del legno.

Naturalmente ciò che ha attirato di più la mia attenzione è quel grosso piallone su cui si appoggia lo zio di Giuseppe. Nonostante l'uomo non fosse stato molto alto, quella grossa pialla doveva superare il metro di lunghezza e avere una larghezza di oltre 10 cm. I bottai sono famosi per l'utilizzo di pialle enormi, tanto grandi da essere sistemate su cavalletti e sulle quali le doghe venivano movimentate per dar loro la tipica forma curva.
Forse la parola "fatica" non doveva essere poi così spaventosa per quegli uomini per i quali tutto dipendeva dall'abilità delle proprie mani e dalla forza delle loro braccia e chi, come "l'uomo col piallone", era capace di azionare con maestria quell'enorme attrezzo, era destinato a suscitare l'ammirazione e il rispetto di tutti.
Ammazza che bestia di una pialla!
RispondiEliminaOltre che per botti e travi, ho sentito che le pialle molto lunghe si usano anche per fare le barche.
Ti risulta che i Maccagno costruissero anche imbarcazioni?
Per quanto riguarda il pezzo che regge l'uomo di sinistra, anche a me sembra un pezzo unico e poi si nota un piolo nella parte alta e un foro nella parte bassa.
Chissà cosa poteva essere?
Un pezzo di una capriata?
Ciao,
Andrea
Guarda caso il paese dove e'stata scattata questa fotografia si chiama capriata d'orba
RispondiEliminaCiao Pino,
Eliminapiacere di risentirti!