Le tavole grezze, prima di poter essere utilizzate, hanno bisogno di essere squadrate.
Ecco come faccio io.

Un metodo alternativo è quello di creare sul bordo una bava metallica che ci servirà per chiudere ogni (piccola) fessura residua. Il procedimento prevede di tenere il controferro con un angolo rispetto al piano su cui attacchiamo della carta abrasiva da 150. Muoviamo due-tre volte all'indietro per formare la bava metallica (non oltre altrimenti peggioriamo la situazione). Quindi utilizziamo un piccolo cacciavite fisso (quelli da elettricista sono sottili nella giusta misura) e passiamolo ripetutamante lungo la linea di contatto tra le due parti fino a che non otterremo la chiusura di ogni passaggio. Il processo richiede pochi minuti!
La lama dello sbozzino ha il tagliente profilato a mo' di arco, più o meno accentuato a seconda delle esigenze di lavoro. Tale profilo rende più difficoltosa l'affilatura mediante l'uso di guide dedicate per cui molti preferiscono effettuare l'affilatura a mano.
La lama viene tenuta saldamente in posizione da un pressore a vite che consente un piena libertà di orientamento del ferro il che torna utile anche nel caso occorra affilare lame con tagliente angolato (skewed). Il rovescio della medaglia è che bisogna assicurare manualmente l'esatta posizione della lama.
Se c'è bisogno di affilare taglienti con curve molto accentuate è possibile spostarsi durante il movimento verso i lati della pietra di affilatura per permettere una maggiore inclinazione laterale della guida, come si vede nel breve filmato. Il risultato raggiunto è soddisfacente. Lo smusso è a 35°. Per riaffilare esattamente allo stesso angolo utilizzo un semplice ausilio autocostruito che utilizzo anche per altri angoli.

Ho eliminato la parte rotta e l'ho sostituita con un nuovo pezzo dello stesso legno che ho poi provveduto a colorare per uniformarlo al faggio antico. La suola metallica si presentava leggermente imbarcata nel senso della lunghezza, probabilmente a causa del movimento del legno sottostante. Ho smontato la suola metallica e ho rettificato quella in legno con un'altra pialla. Dopo aver rimontato la suola metallica, ho rettificato su carta abrasiva attaccata ad una superficie piana. Un altro problema ha riguardato l'ampiezza della bocca. Quasi 2 mm, decisamente troppo per una pialla da finitura. Ho deciso dunque di riddurre l'apertura inserendo un paio di pezzi di piallaccio sulla seduta e così ho ottenuto una misura inferiore al mm. La seduta è a 45°. Ho affilato la lama con uno smusso secondario di 30°, profilo del tagliente diritto, smussato ai due spigoli.
Il primo punto mi sembra inconfutabile. Sul secondo punto c'è da dire che la presenza della suola metallica da una parte impedisce i movimenti naturali del legno e può dar luogo facilmente a spaccature nel corpo pialla, dall'altra è abbastanza flessibile da non impedire eventuali imbarcamenti soprattutto nel senso della lunghezza. 