Visualizzazione post con etichetta Tecniche costruttive. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tecniche costruttive. Mostra tutti i post

mercoledì 18 ottobre 2023

Unione di costa senza colla

 Un po’ di tempo fa rimasi colpito da questa tecnica per unire di costa delle tavole senza utilizzare colla, in modo stabile e senza la possibilità che gli elementi possano in qualche modo separarsi.
oggi per la prima volta ho avuto l’occasione di metterla in pratica e ho fatto qualche foto. Il tutto si basa su incastri a tenone e mortasa e inserimento di spine con fori sfalsati (drawboring).

Ecco le due tavole da unire:  
Image

Image

Traccio le mortase
 Image

Preparo i tenoni flottanti
Image

Taglio le mortase
Image

Inserisco i tenoni
 Image

Foro e inserisco una spina
 Image

 Image

Accoppio le tavole e segno il punto di foratura sul tenone
 Image

Foro il tenone con uno sfalsamento di circa 1 mm e riaccoppio.
 Image

 
Inserisco quindi la spina sul secondo elemento: i fori sfalsati spingono fortemente le due tavole l’una verso l’altra.
Image

 Image

 Image

Tale tecnica può tornare utile in ambienti molto umidi (ad esempio per le costruzioni in esterno) dove la colla potrebbe cedere.
E’ un processo che richiede del tempo ma ha il vantaggio di poter avere un pezzo subito disponibile, senza dover aspettare che la colla si sia seccata.

venerdì 8 ottobre 2021

Bancone da laboratorio

 

In questo post vi mostrerò come ho attrezzato un angolo del laboratorio in modo da ottenere un ampio piano di lavoro e spazio per conservare accessori e ferramenta.

Il concetto è quello delle cucine moderne. Infatti ho riciclato dei pezzi di top, installati su un mobile costruito con la tecnica del telaio e pannelli. Quasi tutto il materiale è stato ottenuto riciclando altri pezzi o utilizzando avanzi di altre lavorazioni. Il top è un truciolato lainato proveniente da una cucina dismessa, il mobile è costruito in abete. Ecco qui i disegni progettuali dei due moduli:






Il modulo frontale prevede una cassettiera e un vano a giorno con mensolatura e chiuso da una porta scorrevole che scorre su una coppia di binari in faggio, anch'essa auto-costruita.

I cassetti, costruiti in maniera tradizionale con incastri a coda di rondine, scorrono in un telaio dedicato, inserito nel mobile.


Spostando la porta scorrevole si scopre il vano a giorno dotato di mensole dove trovano posto una serie di contenitori in plastica utilizzati per riporre la ferramenta.


Il secondo modulo fa angolo col primo ed è chiuso da un'anta di tipo tradizionale.


Di seguito alcune immagini delle lavorazioni:

Con la nastro taglio i tenoni per il telaio del mobile

 Image

 Image

Le mortase le ho fatte col trapano a colonna e rifinite a scalpello

 Image

 Image

Importante la giusta quadratura

 Image

I pannelli sono inseriti in scanalature tagliate con l'incorsatoio o anche con la ghimbarda se i canali sono ciechi (quelli che sfociano nelle mortase)

 Image

 Image

Notate la scarpa della Stanley 71 che, girata sotto-sopra, funge da indicatore di profondita.

 Image

I fondi poggiano su battute tagliate sui traversi coinvolti e le ho realizzate con una pialla per battute denominata "Badger"

 Image

Telaio pronto per ricevere i pannelli.

 Image

I pannelli a vista sono bugnati come quello che costituisce anche la porta scorrevole. Per le bugne ho utilizzato una pialla fatta da me alcuni anni fa

 Image

 Image

 Image

Il telaio dell'anta scorrevole è assemblato sempre con mortasa e tenone. I due traversi sono però maggiorati in larghezza per sostenere le due guide scorrevoli.

 Image

 Image

 Image

Le guide sono in faggio a doppio dente e canale, realizzati con incorsatoio

 Image

Sui cassetti potete guardare il video
https://woodworkingbyhand.blogspot.com/2020/06/blog-post.html


sabato 27 febbraio 2021

Tool Chest Parte II (Coperchio)

Coperchio completo di attrezzi
 
Schema costruttivo del coperchio

Coperchio
Il coperchio funge anche da contenitore per gli attrezzi che occupano poca profondità come seghe e squadre. Per creare lo spazio utile ho aggiunto al telaio del coperchio una cornice in faggio che riprende il motivo modanato delle fasce superiori. Il telaio del coperchio è assemblato mediante incastri tenone e mortasa, del tipo a "forcella", rinforzati ulteriormente con una coppia di spine.

Taglio dei tenoni e delle mortase





















Rifinitura dei tenoni per perfezionare l'inserimento e incastri rinforzati da spine (destra)















Sul lato interno del telaio è stata realizzata una scanalatura che ospita il pannello centrale. La stessa lavorazione è effettuata sul perimetro del pannello in modo che esso possa essere incastrato nel telaio in maniera sfalsata. L'effetto è quello di ottenere la prominenza del pannello sul lato esterno del coperchio (e una rientranza sul lato interno).


Scanalature per ospitare il pannello





Aggiunta della cornice perimetrale aiutandosi con delle spine per l'allineamento


Le unioni a 45° sono rinforzate da spine inserite dopo aver incollato la cornice




1) Cassa

2) Coperchio

3) Fasce

4) Guide e cassetti

5) Finitura

Video e Foto 








 

Tool Chest Parte V (Finitura)

Per rifinire la Tool Chest ho utilizzato una tempera alla caseina (conosciuta anche come milk paint).
E' una ricetta molto antica e si ottiene una tempera molto resistente e duratura nel tempo.
Si può acquistare una polvere già pronta da diluire semplicemente in acqua ma ho preferito prepararla in casa, anche perchè il procedimento è davvero semplice e si risparmia un bel po'.
Tutto quello che occorre è del latte, del succo di limone e dei colori in polvere (in alternativa vanno bene anche le boccette di colore concentrato che si usano per le pitture murali).


Il latte e il succo di limone devono essere a temperatua ambiente. Il succo di limone è da preparare fresco al momento. Occorrono circa 50-60 ml di succo di limone per ogni litro di latte. 
Per avere una idea di quanto ne occore, io per rifinire tutta la tool chest ho utilizzato circa 2 lt di latte. Durante il processo di cagliatura è importante tenere il tutto in un ambiente con temperatura superiore ai 20 gradi. La cucina di casa può essere l'ambiente adatto.


Aggiungiamo il succo di limone al latte e attendiamo la cagliatura per almeno 12 ore

Filtriamo quindi il latte cagliato utilizzando un canovaccio di cotone o anche meglio di lino che ha maglie un po' più larghe. Lasciamo decantare quindi strizziamo il canovacco col suo contenuto per favorire l'uscita di tutto il siero.


Si ottiene una specie di crema, simile come consistenza ad uno yogurt


Già così la vernice alla caseina può essere utilizzata come trasparente



Aggiungiamo il colore


A seconda del potere coprente continueremo a dare mani fino a raggiungere il risultato desiderato

La tempera alla caseina deperisce rapidamente. Si può infatti conservare solo alcuni giorni in frigorifero. Per prolungarne la conservazione si può aggiungere un conservante, ad esempio la nipagina. Volendo si può congelare e riutilizzare entro alcuni mesi.

L'aspetto dei colori alla caseina è di tipo opaco. Una maggiore brilantezza può essere ottenuta con cera d'api e/o olio. In questo caso ho utilizzato olio di lino cotto al 50% di acquaragia. Con questa miscela ho trattato anche le parti non colorate del manufatto.


Anche gli accessori del coperchio son trattati con olio di lino al 50% di acquaragia






1) Cassa

2) Coperchio

3) Fasce

4) Guide e cassetti

5) Finitura