venerdì 2 novembre 2012

Panel Raising Plane

Erano anni che volevo costruirne una. L'ispirazione me l'ha data un modello del listino UMAT del 1934:



Oltre alla lama principale, era dotata di una lama ausiliaria che serviva a tagliare una modanatura sul bordo interno della bugna e di un incisore per il taglio traverso vena. Ho utilizzato faggio lamellare e wengè (il manico è in ciliegio) ed ecco il risultato:






La pialla (lunga ca. 33 cm, seduta a 50°) ha un profilo rastremato nella parte posteriore ed  è dotata di guida parallela regolabile che permette di ottenere bugnature di diversa larghezza, così come di uno stop di profondità. 

La lama principale (angolata a 25 gradi verso sinistra), con controferro, è una vecchia "Stella Bianca" che ho trovato come fondo di magazzino in ferramenta e che si è rivelata davvero di ottima qualità. La lama da modanatura, leggermente angolata a destra, l'ho ricavata da una lima, lavorando il profilo con la mola da banco, facendo attenzione a non stemprarla. L'incisore principale (punto rosso) deriva anch'esso da una vecchia lama di pialla ed è inserito in una mortasa e tenuto in posizione da un cuneo. E' presente un secondo incisore (punto verde), atto a regolarizzare il bordo della modanatura nei tagli traverso vena.






Il cuneo principale è tenuto fermo sul gruppo di taglio da un piolo in acciaio del diametro di 5 mm, ricavato da un cacciavite:




Il manico è in ciliegio ed è incastrato ed incollato nel corpo pialla mediante giunzione a coda di rondine scorrevole (PR sta per Panel Raising, 13 per 13 pollici)

















Di seguito una descrizione della costruzione:


La pialla è in stile Krenov, costituita da tre parti, una centrale che ospita il gruppo di taglio principale e due laterali. La parte centrale sarà larga abbastanza da accogliere la lama in posizione angolata (skewed). 
Nel nostro caso è stata ottenuta incollando due listelli e ottenendo una larghezza di circa 50 mm. I due pezzi laterali hanno uno spessore di circa 15 mm. La lunghezza finale della pialla è di circa 33 cm, ma è necessario tenersi un po’ lunghi per poter effettuare le lavorazioni successive.

Ho incollato a tutti e tre i pezzi un listello spesso 10 mm di wengè che formerà la futura suola. A questo punto si fissa il lato sinistro alla parte centrale mediante viti che vanno posizionate nelle estremità da eliminare successivamente e si rifila alla circolare dalla parte della suola in modo da ottenere un angolo di 6° (quello tipico di queste pialle).

Si stacca il lato sinistro e si lavora sulla parte centrale. Con una sega manuale ho tagliato la seduta e la parte di fronte ad essa che ha un angolo di 60-70° gradi. L’angolo della seduta è di 50 gradi con una angolazione di 25°. 

Cercate di tagliare il più preciso possibile, ma non preoccupatevi se il taglio risulterà approssimativo. Siccome la planarità della seduta è critica per il buon funzionamento della pialla, ho rettificato la parte su carta abrasiva da 150, attaccata ad una superficie piana. Naturalmente questi passaggi non consentono di ottenere una precisione assoluta, ma non importa se la seduta sarà più o meno 50° e l’angolo di skew più o meno 25°, l’importante è che la lama sieda saldamente al suo posto.

Tagliamo l’alloggiamento per la vite del controferro e modaniamo la suola del fianco destro con la fresatrice elettrica (profilo roman ogee). 

Ho realizzato la scanalatura per l’incisore che definisce la battuta con un letto inclinato, in modo tale che la punta dell’incisore si trovi esattamente a filo del margine della battuta.

 Sul fianco destro, nella posizione corrispondente per l’incisore, si taglia una scanalatura con letto parallelo. Le due parti accoppiate andranno a costituire l’alloggiamento per l’incisore e relativo cuneo di blocco.
Le quattro parti della pialla (due centrali e due laterali) sono accoppiate insieme mediante le viti: la suola della parte sinistra sarà a filo con la parte centrale, mentre quella destra sarà leggermente spostata in alto (nel mio caso 3mm), in modo da creare lo scalino della battuta principale.

 Nel settare la sua posizione, abbondiamo di un paio di mm verso l’alto che saranno persi durante la fase di spianatura della suola.   I due pezzi centrali vanno distanziati quanto basta per permettere alla lama skewed di fuoriuscire dalla suola.
A questo punto possiamo procedere all’inserimento del piolo per la tenuta del cuneo principale, forando con una punta dello stesso diametro (ho dovuto procurarmi una punta più lunga di quelle standard) e avendo cura che l’inclinazione della foratura sia corrispondente a quella della seduta. Inseriamo il piolo e modelliamo il cuneo in modo tale che si inserisca saldamente tra di esso  e il gruppo di taglio. 


Un cuneo fatto a dovere dovrebbe incastrarsi saldamente con la sola forza delle mani. Con il flex tenuto parallelo ai fianchi, tagliamo l’eccedenza del piolo in modo tale che risulti di un paio di mm più corto del necessario. E’ venuto il momento di incollare i due fianchi alla parte centrale.

Tagliamo sul fianco destro l’alloggiamento per la lama da modanatura. Usiamo una sega dozuki e puliamo lo scavo con una piccola router plane. Subito sopra la bocca foriamo con una forstner per creare uno spazio alla fuoriuscita del truciolo. La seduta andrà inclinata di 5-6°verso destra, sufficienti a favorire l’espulsione laterale. 
 

Incolliamo un listello sul lato destro largo ca. 3 cm che andrà a creare l’alloggiamento per il cuneo per la lama da modanatura. Sulla suola, anteriormente alla bocca, incolliamo una toppa di legno di testa che creerà una forte resistenza all’usura di questa parte delicata per la piallatura.


 Siamo pronti a spianare la suola; facciamolo con i due ferri inseriti, su carta abrasiva da 80 e 150 grit. 

Affiliamo le due lame in modo che si adattino perfettamente alle geometrie della parte in legno. Il secondo incisore regolarizza lo spigolo della modanatura interna del pannello.
Ho utilizzato allo scopo un incisore di una pialla Stanley 78 



(http://www.stanleytoolparts.com/12-078-6-06-a-26.html); per 

posizionarlo al giusto livello, lì dove la curva della modanatura finisce, ho forato con due punte, da 25 mm e da 11 mm.
La parte posteriore della pialla è stata rastremata ed accoglie il manico. Esso è stato tagliato da un pezzo di ciliegio con la sega a nastro e profilato con raspe e vastringhe. 





E’ incastrato al corpo pialla con coda di rondine scorrevole (il maschio è stato tagliato con una pialla dedicata).






La guida parallela e lo stop di profondità hanno delle asole che ne permettono la regolazione e sono fissati con delle viti al corpo pialla. 

 
Completano l’allestimento il bottone per lo sblocco del gruppo di taglio e un inserto in ciliegio che copre il foro del piolo sul fianco sinistro.
La finitura è costituita da 3 mani di gommalacca e due mani di cera.











 


Il breve video che segue mostra la pialla in azione. Una volta regolati al meglio lame e incisori, il risultato è assicurato. 
Una grande soddisfazione!!






giovedì 9 agosto 2012

Una femmina per la Dovetail Plane


Nella giunzione a coda di rondine scorrevole, i due elementi maschio e femmina si incastrano facendoli slittare l'uno nell'altro. L'unione risulta molto resistente, soprattutto alla trazione, e viene utilizzata di frequente per unire elementi verticali e orizzontali, come le mensole di una libreria con i loro montanti.


Il metodo classico per tagliare questo giunto prevede l'utilizzo di tre utensili: sega, scalpello e router plane.
In alternativa è possibile utilizzare delle pialle specializzate, ma mentre per il taglio dell'elemento maschio è possibile adoperare diversi modelli disponibili sia nuovi che usati, per la femmina vi sono ben poche evidenze di attrezzi commercializzati allo scopo. Gli utensili giapponesi, al contrario, annoverano una Ari-Kake-Shakuri-Kanna, una sorta di pialla per scanalature guidata da una apposita guida angolata.


Siccome questo incastro è tagliato spesso traverso vena occorre incidere le fibre prima di poter effettuare lo scavo. In fondo, la pialla per tagliare l'elemento femmina assomiglia molto a una "dado plane", solo con una lama e una suola angolate.
Alla fine ho deciso di tentare l'autocostruzione ed ecco il risultato:


FDT significa "Female Dovetail"e 6 è la larghezza della lama (6 mm).
La lama è inclinata a 20° e la suola a 78°, la stessa inclinazione della suola della pialla utilizzata per l'elemento maschio. La seduta è a 50°.
E' provvista di stop di profondità regolabile e uno sperone doppio per tagliare traverso vena.
Ho utilizzato del lamellare di faggio per il corpo e lo stop, mogano per la suola e i due cunei.
La costruzione del corpo è abbastanza semplice. Ho creato con una battuta la parte inferiore spessa 6 mm.




Ho tagliato lo spazio per alloggiare lame e cunei ed incollato un pezzo di mogano alla base.  
Ho piallato la suola con un angolo di 78°, controllandone la precisione sull'elemeto maschile.

 La parte critica del lavoro è data dalla precisa corrispondenza tra gli angoli di suola e lama e la costruzione del cuneo principale, anch'esso angolato.
Per la lama ho recuperato una vecchio ferro, per lo sperone ho utilizzato una punta a spada da 10 nmm, molandolo ad hoc.



Ho quindi incollato un listello sul lato per chiudere la parte superiore della pialla e creare l'alloggio per lame e cunei.
Ho rifinito l'attrezzo e trattato con gommalacca e cera.
Ecco lo schema di come funziona l'attrezzo:
La pialla può tagliare canali la cui larghezza minima non deve essere inferiore alla larghezza della lama; in pratica meglio che tale misura sia almeno 3-4 mm superiore. Il taglio va effettuato in due passate, prima in un verso, poi nell'altro. Se lo scavo è più largo si può spostare la guida dopo la prima passata e farne una seconda e così via...... Al limite una seconda pialla con lama più larga consentirebbe di avere una maggiore flessibilità.
Ma veniamo alla prova su strada.
Tagliamo il maschio e tracciamo due linee parallele a una distanza corrispondente al punto di minore larghezza. In pratica questa è l'unica tracciatura da fare:


La guida angolata tiene l'attrezzo nella corretta posizione:


Comincia il taglio:


 Un paio di minuti per il primo scavo:


Secondo taglio in direzione opposta; lo stop di profondità ferma il taglio dove si desidera:


La router plane ha davvero poco lavoro da fare:


Ecco lo scavo completo....



 ....e l'incastro!



Erano anni che pensavo di costruire una pialla come questa e devo dire che il risultato preliminare è stato soddisfacente. 
Il metodo è veloce e, presa la mano, preciso. Potrebbe essere più vantaggioso soprattutto per tagliare canali lunghi: una sega avrebbe maggiori difficoltà con conseguente perdita di tempo. 
In questo caso ho tagliato del faggio, bisognerà vedere come si comporta con legni più duri. Una lama di migliore qualità potrebbe aumentarne le prestazioni. Ho fatto solo pochi tagli ma ho capito che conviene tenersi un po' stretti (1 mm in meno) con l'ampiezza del canale ed aggiustare il maschio alla fine, con qualche altro colpo.......di pialla naturalmente!