sabato 7 aprile 2012

L'uomo col Piallone

Questa fotografia fu scattata tra il 1932 e il 1934 e ritrae alcuni dei componenti della famiglia Macagno. La foto mi è stata gentilmente concessa da Giuseppe Macagno, il quale non ha seguito le orme del padre (al centro della foto), del nonno e dello zio ma ha conservato dentro di se una formidabile passione per la lavorazione del legno. 

I Macagno erano maestri d'ascia, discendenti da una antica stirpe di boscaioli e falegnami, dediti a tutti i lavori di falegnameria. Quel grosso pezzo di legno era forse  una doga di botte, forse un pezzo da carpenteria. L'ascia che l'uomo sulla sinistra tiene nella mano destra ha una forma arcuata, più adatta a lavorare con rapidità superfici curve.
Naturalmente ciò che ha attirato di più la mia attenzione è quel grosso piallone su cui si appoggia lo zio di Giuseppe. Nonostante l'uomo non fosse stato molto alto, quella grossa pialla doveva superare il metro di lunghezza e avere una larghezza di oltre 10 cm. I bottai sono famosi per l'utilizzo di pialle enormi, tanto grandi da essere sistemate su cavalletti e sulle quali  le doghe venivano movimentate per dar loro la tipica forma curva. 

La pialla della foto ha invece un manico e quindi, molto probabilmente, veniva usata nella maniera tradizionale, forse per preparare le assi che sarebbero poi diventate doghe? Ma perchè utilizzare una pialla così lunga e tanto larga? E' vero che più la pialla è lunga e più è facile e veloce rendere un pezzo perfettamente piano, ma al tempo stesso la fatica aumenta in misura considerevole. 
Forse la parola "fatica" non doveva essere poi così spaventosa per quegli uomini per i quali tutto dipendeva dall'abilità delle proprie mani e dalla forza delle loro braccia e chi, come "l'uomo col piallone", era capace di azionare con maestria quell'enorme attrezzo, era destinato a suscitare l'ammirazione e il rispetto di tutti.

venerdì 13 gennaio 2012

Battuta Cieca

Qualche volta capita di dover effettuare delle battute che non corrono lungo tutto il pezzo, ma si arrestano più o meno vicino ad una delle sue estremità.


La Stanley 78 è una sponderuola metallica con guida laterale regolabile che ha la particolarità di poter montare la lama anche in una posizione più avanzata. In questo modo si può lavorare in prossimità di ostacoli, per esempio all'incrocio di un traverso ed un montante o proprio nel caso di una battuta cieca. Comunque, anche con la lama in posizione avanzata (bullnose), la corta suola anteriore ha bisogno di uno spazio vuoto per lavorare correttamente. 

  Allo scopo si può tagliare una mortasa all'estremità cieca della battuta, utilizzando sega e bedano
Per evitare di rovinare il bordo cieco si può morsettare un pezzo di scarto che assorbirà gli urti causati dalla pialla in movimento.